
Cosa fare quando ricevi tale comunicazione
Apri la cassetta della posta e trovi una busta con il timbro dei Carabinieri. Leggi: “È invitato a presentarsi presso questa Stazione il giorno…” e cominci a chiederti: perché proprio io? Cosa ho fatto? Sono nei guai? È una situazione più comune di quanto pensi, e la prima sensazione è sempre quella: un misto di confusione, ansia e la necessità urgente di capire cosa sta succedendo. La domanda fondamentale che ti assilla è: mi stanno convocando come semplice testimone o sono indagato? Questa differenza non è un dettaglio tecnico: cambia tutto. Cambia cosa puoi dire, cosa devi fare, se hai diritto a un avvocato, quali rischi corri. E spesso, la convocazione non lo specifica chiaramente, lasciandoti nel dubbio.
Testimone o indagato: la differenza che devi conoscere
Quando sei testimone
Sei testimone quando le autorità ritengono che tu possa aver visto, sentito o saputo qualcosa di utile per le indagini su fatti che riguardano altre persone. Il caso più classico? Sei il vicino di casa dove è avvenuto un furto, oppure eri presente in un locale dove è scoppiata una rissa, hai venduto un’auto a una persona che poi l’ha usata per commettere un reato. In questi casi, tu non sei sospettato di nulla. Sei solo una fonte di informazioni.
Quando sei indagato
Sei indagato quando gli investigatori sospettano che tu abbia commesso un reato. Anche qui, il caso più classico è illuminante: hai avuto un incidente stradale e l’altra persona è rimasta ferita. Oppure qualcuno ti ha denunciato per diffamazione per un commento sui social.
Il problema: quando non te lo dicono chiaramente
Ecco il punto critico: molte convocazioni sono volutamente vaghe. Ricevi un foglio dove si parla genericamente di “accertamenti”, “verbale di sommarie informazioni testimoniali” o “necessità di chiarimenti”. Non c’è scritto esplicitamente “sei indagato” né “sei testimone”. Perché accade? A volte gli investigatori non hanno ancora deciso la tua posizione. Altre volte, vogliono prima sentirti per capire se emergeranno elementi che ti coinvolgono. In alcuni casi, si parte dall’idea che tu sia testimone, ma durante la conversazione potrebbe emergere una tua responsabilità.
Il caso più insidioso: ti convocano come “persona informata sui fatti” in relazione a una vicenda (ad esempio, un controllo fiscale sulla tua azienda, una lite condominiale, un esposto per disturbo della quiete pubblica) e durante il colloquio emergono elementi che ti riguardano direttamente. A quel punto, la tua posizione potrebbe cambiare da testimone a indagato.
Cosa fare: la checklist operativa
Se pensi di essere testimone
✓ Valuta il contesto: chiediti se hai un collegamento diretto con i fatti (eri presente? hai partecipato? hai firmato documenti?) o sei solo una fonte esterna di informazioni
✓ Presentati con documenti d’identità validi
✓ Rispondi con sincerità, ma senza aggiungere dettagli non richiesti
✓ Se non ricordi, dillo: “Non ricordo” è una risposta legittima, meglio che inventare, non fare supposizioni, rispondi solo su ciò che sai con certezza, non su ciò che pensi o hai sentito dire
✗ Non mentire mai: la falsa testimonianza è un reato serio (fino a 6 anni di reclusione)
✗ Non rifiutarti di rispondere senza una valida ragione (es. legami familiari stretti con l’indagato)
Se pensi di essere indagato (o hai anche solo un dubbio)
✓ Contatta immediatamente un avvocato penalista prima di presentarti
✓ Non parlare con nessuno dei fatti (né con amici, né sui social, né con altri testimoni)
✓ Raccogli documenti utili: messaggi, email, ricevute, testimoni a tuo favore
✓ Scrivi per te una cronologia dei fatti mentre i ricordi sono freschi (ma non mostrarla a nessuno senza il tuo avvocato)
✗ Non presentarti mai senza avvocato pensando di “chiarire tutto velocemente” e non sottovalutare la convocazione pensando “tanto io non ho fatto nulla“, anche gli innocenti hanno bisogno di tutela
✗ Non cercare di contattare altre persone coinvolte (può configurare il reato di intralcio alla giustizia)
I segnali che indicano che sei (probabilmente) indagato
Quando è indispensabile l’avvocato
Perché l’avvocato fa la differenza
Un avvocato penalista esperto non si limita a starti accanto durante l’audizione. Prima ancora, può:
Dopo l’audizione, può:
Il professionista a cui rivolgerti
Ricevere una convocazione dai Carabinieri o dalla Polizia è un momento delicato. Ogni parola detta, ogni documento consegnato, ogni scelta fatta in quei momenti può determinare il corso dell’intera vicenda. Non è il momento dell’improvvisazione né della sottovalutazione.
Mi chiamo Marco Trasacco e sono un Avvocato Penalista specializzato nella difesa di persone indagate o coinvolte in procedimenti penali. Da anni mi occupo quotidianamente di assistere clienti fin dalle prime fasi delle indagini, intervenendo tempestivamente per evitare che situazioni inizialmente gestibili si trasformino in problemi più seri.
Il mio approccio è chiaro e concreto: capire rapidamente cosa sta succedendo, valutare i rischi reali, costruire la difesa più efficace. Senza allarmismi inutili, ma senza sottovalutazioni pericolose.
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