
Il nostro Studio Legale ha recentemente assistito con successo la parte offesa in un procedimento penale per il reato di lesioni personali stradali gravi, ottenendo una sentenza di condanna per l’imputato e il risarcimento del danno a favore del nostro assistito, costituitosi parte civile.
IL FATTO
Il caso riguarda un grave incidente stradale avvenuto in provincia di Napoli, quando il conducente di un’autovettura non ha rispettato il segnale di “Stop” ad un incrocio, scontrandosi violentemente con un motociclo.
A causa dell’impatto, la persona alla guida del motociclo riportava lesioni gravi, diagnosticate come “frattura esposta con rescissione dei tessuti molli piede sx“. Le lesioni erano talmente serie da richiedere complessi interventi chirurgici e una lunga degenza ospedaliera, causando una malattia con un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore a 40 giorni.
In particolare, la vittima è stata costretta a subire plurimi interventi medici e chirurgici, rimanendo ricoverata per un lungo periodo e purtroppo ancora oggi subisce le conseguenze dell’incidente, avendo perso la mobilità dell’articolazione inferiore sinistra all’altezza della caviglia e necessitando per tutta la vita dell’ausilio delle stampelle per camminare.
LA DECISIONE DEL TRIBUNALE: LE RAGIONI DELLA CONDANNA
Il Giudice del Tribunale di Napoli Nord ha ritenuto l’imputato colpevole del reato di lesioni personali stradali gravi (previsto e punito dall’art. 590-bis del Codice Penale), in quanto la sua condotta è stata considerata imprudente (colpa generica) e in violazione di una specifica norma del Codice della Strada (colpa specifica, ovvero la mancata osservanza dell’obbligo di fermarsi allo “Stop”).
Il Tribunale è arrivato a questa conclusione basandosi su diversi elementi di prova:
- La testimonianza della vittima (nostro assistito): Nonostante la vittima, a causa del forte impatto, non fosse riuscita ad identificare il conducente, la sua narrazione dei fatti è stata ritenuta precisa, coerente e spontanea. La dichiarazione della vittima è stata considerata pienamente credibile anche perché non aveva tentato di aggravare la posizione dell’imputato, anzi, aveva onestamente ammesso di non averlo potuto identificare, dimostrando così la sua “genuinità“.
- I riscontri esterni: La versione della vittima è stata confermata dagli atti d’indagine: i rilievi fotografici e il rapporto della Polizia Municipale hanno accertato la presenza del segnale di “Stop” non rispettato, l’identificazione del veicolo coinvolto, e la compatibilità dei danni sui veicoli con la dinamica dell’incidente descritta.
- La condotta imprudente: Il Giudice ha stabilito che l’imputato stesse viaggiando ad una velocità “sostenuta (e, pertanto, imprudente)“, il che gli ha impedito di evitare lo scontro. Inoltre, è stato ribadito il principio fondamentale che chi ha l’obbligo di precedenza deve accertarsi con la “massima diligenza” che non vi siano veicoli in transito prima di immettersi sulla strada.
- La gravità delle lesioni: L’entità dell’impatto e la gravità delle lesioni (ricovero prolungato e plurimi interventi chirurgici) hanno confermato la pericolosità della condotta dell’imputato.
L’ESITO DEL GIUDIZIO 📣
Il Tribunale, riconosciuta la penale responsabilità, ha dichiarato l’imputato colpevole e lo ha condannato alla pena di sei mesi di reclusione, concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena, disposto la sospensione della patente di guida per la durata di sei mesi e condannato l’imputato al risarcimento del danno in favore del nostro assistito (la parte civile), da liquidarsi in un separato giudizio civile.
Questo caso dimostra come una ricostruzione accurata dei fatti, sostenuta da prove oggettive e dalla credibilità della parte offesa, sia fondamentale per ottenere giustizia e il risarcimento dei danni subiti in seguito a gravi incidenti stradali.
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Articolo a cura di Marco Trasacco – Avvocato



