
Quando una persona è vittima di un reato, ha la possibilità di sporgere querela, ossia una denuncia che esprime la volontà di perseguire penalmente il colpevole. Ma cosa accade esattamente dopo che la querela è stata presentata? In questo articolo esamineremo i passaggi principali che portano dalla querela all’avvio di un procedimento penale, fino all’eventuale conclusione, e vedremo anche come la vittima può chiedere risarcimento dei danni subiti.
PRESENTAZIONE DELLA QUERELA ED AVVIO DELLE INDAGINI
La querela è un atto formale che deve essere presentato entro tre mesi dalla conoscenza del reato (salvo eccezioni previste dalla legge). Una volta depositata presso le autorità competenti (come la polizia giudiziaria o la procura), viene avviato un procedimento penale.
Il pubblico ministero, una volta ricevuta la querela, apre un fascicolo e dispone le indagini preliminari. Queste hanno lo scopo di raccogliere prove, interrogare testimoni, e verificare la veridicità dei fatti esposti nella querela. Le indagini possono essere svolte dalla polizia giudiziaria sotto la direzione del pubblico ministero.
NOTIFICA AL DENUNCIATO
Quando la querela arriva alla Procura, se il PM ritiene che ci siano sufficienti elementi per proseguire, l’indagato viene informato dell’esistenza del procedimento a suo carico. Solitamente, ciò avviene attraverso l’invio di un’informazione di garanzia, che comunica all’indagato il reato per cui è indagato e gli diritti di cui gode, compreso quello di nominare un avvocato difensore (c.d. elezione di domicilio).
LE POSSIBILITÀ PER LA VITTIMA DURANTE LE INDAGINI
La persona offesa (la vittima) ha la possibilità di monitorare lo stato delle indagini presentando istanze di accesso agli atti e può inoltre richiedere di essere informata in caso di richiesta di archiviazione da parte del PM, in modo da poter eventualmente opporsi.
CONCLUSIONE DELLE INDAGINI PRELIMINARI E DECISIONI DEL PUBBLICO MINISTERO
Al termine delle indagini, il pubblico ministero può decidere di:
•Archiviare il caso: se ritiene che non vi siano sufficienti elementi per sostenere l’accusa in giudizio o se il fatto non costituisce reato, il PM può richiedere l’archiviazione al giudice per le indagini preliminari (GIP). La vittima, in questo caso, può opporsi e chiedere al GIP di disporre ulteriori indagini.
•Richiedere il rinvio a giudizio: se invece il PM ritiene che ci siano sufficienti prove per sostenere l’accusa, richiede al GIP di fissare l’udienza preliminare. Durante l’udienza preliminare, il giudice valuta se ci sono elementi sufficienti per avviare il processo penale vero e proprio.
IL PROCESSO E L’ESITO DEL PROCEDIMENTO PENALE
Se si arriva al processo, esso può concludersi con diverse tipologie di sentenze:
•Assoluzione: se le prove raccolte non sono sufficienti a dimostrare la colpevolezza dell’imputato “oltre ogni ragionevole dubbio”, il giudice può pronunciare una sentenza di assoluzione.
•Condanna: se, al contrario, le prove sono ritenute sufficienti, l’imputato viene condannato e gli viene inflitta una pena (che può variare da una multa alla reclusione, a seconda della gravità del reato).
•Rito abbreviato o patteggiamento: l’imputato può richiedere l’accesso a riti alternativi che, in caso di condanna, comportano una riduzione della pena.
LA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE: COME CHIEDERE IL RISARCIMENTO DEI DANNI
La vittima del reato ha anche la possibilità di costituirsi parte civile nel processo penale. Costituirsi parte civile significa partecipare attivamente al processo con il patrocinio di un Avvocato per chiedere il risarcimento dei danni morali e materiali subiti a causa del reato.
La costituzione di parte civile deve essere effettuata entro la fase preliminare del processo e permette alla vittima di presentare istanze e prove, oltre che di richiedere un risarcimento economico. In caso di condanna dell’imputato, il giudice può disporre il pagamento di un risarcimento alla vittima, oltre alle pene previste dal codice penale.
Se vuoi approfondire l’argomento consulta la sezione dedicata.
CONCLUSIONI
Sporgere querela è un atto importante che avvia un procedimento penale, con l’obiettivo di accertare la responsabilità dell’autore del reato. La vittima, oltre a sperare in una condanna, ha la possibilità di ottenere un risarcimento dei danni attraverso la costituzione di parte civile. Tuttavia, il percorso legale può essere lungo e complesso, ed è fondamentale avvalersi dell’assistenza di un legale esperto per seguire ogni fase del processo per cui, nel caso vi sia interesse ad un risarcimento o anche un’aspettativa di giustizia, è sempre consigliabile rivolgersi a un avvocato per valutare il proprio caso specifico e adottare le migliori strategie legali.
Hai bisogno di assistenza?
Sono un Avvocato Penalista con esperienza consolidata in materia di diritto penale e procedura penale. Il mio studio — Studio Legale Marco Trasacco — assiste quotidianamente persone che si trovano coinvolte in procedimenti penali, offrendo consulenza chiara, concreta e orientata alla soluzione del problema. Se sei stato denunciato e non sai come muoverti, o se vuoi semplicemente verificare la tua posizione, contatta lo Studio per una consulenza.

Avv. Marco Trasacco – Cassazionista
Il mio Studio ha sede ad Aversa (CE) in prossimità del Tribunale di Napoli Nord. Sono patrocinante in Cassazione (Cassazionista), esercito innanzi a tutte le Autorità Giudiziarie del territorio nazionale e, prevalentemente, presso i Tribunali di Napoli, Santa Maria Capua Vetere, Nola, Napoli Nord (Aversa), Minorenni di Napoli. Sono iscritto nelle liste degli Avvocati abilitati alle difese per Gratuito Patrocinio.
CONTATTO RISERVATO E SENZA IMPEGNO
Chiedi la mia assistenza con la massima riservatezza.